Riflessi di paura
Una volta che ci credi, muori! The Apparition promette bene, fidatevi. Peccato esca in America il 24 agosto. E da noi? Non si sa
Gestire un blog che si occupa esclusivamente di cultura horror (e si focalizza sul cinema) a volte può sembrare un'attività alquanto monotematica e sfibrante, per mancanza di stimoli.
È vero, molto spesso si tende a girare sempre attorno alle stesse tematiche: ammazzamenti, zombie, depravazioni sanguinarie di qualunque tipo, vampiri, serial killer, inquietudini psicologiche, fantasmi. E il paranormale nell'accezione più ampia del termine.
E proprio di questo parla il film di oggi, ovvero The Apparition, debutto alla regia di Todd Lincoln, un simpatico signor nessuno che però, a giudicare dal trailer e dalla trama della pellicola, potrebbe essersene uscito con una piccola ventata d'aria in un panorama ormai asfittico com'è quello dei film "de paura".
Graziato dal talento attoriale della bella Ashley Greene, di Sebastian Stan e Tom Felton, l'opera si pone una domanda assai semplice, rispecchiata poi dal claim del poster: i fenomeni paranormali trovano la loro spiegazione nel fatto che qualcuno conferisce loro esistenza credendovi, prestandovi fede e quindi concorrendo concretamente a metterli in atto.
Sembra una banalità, ma si tratta di un'intuizione non da poco, scarsamente esplorata dal cinema di genere.
E proprio da questa ipotesi prende il via il film che vede come prologo un esperimento scientifico finito male, durante il quale la coppia di studiosi costituita da Ben e Kelly crea un essere sovrannaturali che iniziano a tormentarli, attentando alla loro vita. I due quindi decidono di rivolgersi ad un esperto, in modo da scacciare l'entità che pare nutrirsi delle delle loro paure.
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