Riflessi di paura
Kotoko, il film di Shinya Tsukamoto che ha vinto il Premio Orizzonti a Venezia, ha finalmente un trailer ufficiale. Vediamolo assieme
Il cinema del Maestro Shinya Tsukamoto non può certamente essere definito horror in piena regola, dato che sfugge a qualsiasi stereotipo di genere (in realtà sfugge proprio a qualsivoglia classificazione gli si potrebbe applicare). Il suo, però, è un cinema della mutazione, della sperimentazione ardita e aggressiva, che mescola interno con esterno, profondità e superficie, viscere ed emozioni.
Si potrebbe persino affermare che si tratti di un cinema della somatizzazione, in cui i segni della società vengono iscritti, cicatrizzati, all'interno del corpo dei suoi protagonisti (non raramente interpretati dallo stesso regista), alla disperata ricerca di se stessi attraverso il recupero della propria identità, grazie a un processo mnemonico o più semplicemente distruttivo.
Kotoko è un film che non fa eccezione, anche se mostra un ulteriore passo avanti dell'autore giapponese verso la narrazione tradizionale. Presentato a Venezia, e vincitore del concorso nella sezione Orizzonti, deputata l'appunto alla ricerca cinematografica, è la storia della ragazza eponima, giovane madre che non riesce a gestire la propria ansia e il senso di inadeguatezza di fronte alla maternità.
Sviluppa allora uno strano disturbo: la sua vista si sdoppia e vede ogni persona in due versioni differenti, una bonaria e l'altra minacciosa (facile vedervi una metafora dei pericoli di cui una madre pensa sia costellato il mondo). A questo inconveniente, che le rende difficle vivere, figuriamoci badare a un bambino, cerca dapprima sollievo procurandosi dei tagli, instaurando una relazione con un uomo ossessionato da lei - lo stesso Tsukamoto - e infine scoprendo la virtù lenitiva del canto (Cocco, l'attrice, è infatti una famosa star pop).
Il film non risparmia il solito uso vorticoso della macchina da presa, un montaggio sonoro quasi terroristico, e la presenza di alcune scene molto forti potrebbe impressionare i più deboli di stomaco. I volenterosi non si lascino scoraggiare: Kotoko ha la stessa forza dirompente delle melodie struggenti intonate dalla protagonista: bisogna solo vincere l'iniziale diffidenza nei confronti di armonie pure, cristalline, e al tempo stesso disturbanti.
Dopo queste parole è con gran dispiacere che devo annunciare l'assenza di notizie riguardo all'uscita della pellicola in Italia. Dovremo aspettare parecchio, ma i fan di Tsukamoto sono ormai abituati.
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