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Walking Distance e l'orrore comunitario

Mauro Giorgio avatar Lunedì 12 Aprile 2010, 11:54 in fear fest, nequiziario horror di Mauro Giorgio
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Gli amici di Fangoria rendono noto che Walking Distance, quarto lungometraggio del giovanissimo texano Mel House, sarà proiettato in anteprima mondiale il prossimo 15 aprile alle 22:30 durante il Dallas International Film Festival.

Pare che gli organizzatori abbiano contattato regista e staff qualche giorno fa per sapere a che punto fosse la lavorazione del film e se magari fosse stato pronto per l'anteprima al festival, e House abbia deciso di accelerare la post-produzione e concludere prima del previsto la sua fatica.

La motivazione ufficiale del Dallas International Film Festival è stata quella di poter avere nel parterre di più di circa 200 film almeno un horror, e possibilmente di qualità, ma forse la coincidenza geografica (anche se House è nativo di Houston) la dice lunga sulla scelta, e probabilmente anche il Texas non si sottrae alla ghiotta ipotesi di poter mostrare un autore autoctono in casa propria.

Anche sul presunto fattore qualitativo è lecito nutrire qualche sacrosanta perplessità perché le precedenti opere dirette da House, da Fade to Black a Closet Space suscitano un malcelato imbarazzo, però è anche vero che non erano farina del suo sacco e che da un regista così giovane non è che ci si possa aspettare subito dei capolavori.

Invece questo Walking Distance, indipendentissimo come i precedenti, è proprio frutto del Mel House pensiero, scritto e diretto da lui stesso e girato in Texas, già conosciuto come Experimental Activity, tanto per cominciare a "marketizzarlo" come si deve e che vede nell'attrice Katie Featherstone il trait d'union con l'ormai celebre pellicola di Oren Peli, Paranormal Activity

Questa la trama. In un paesino del Texas tutto sembra svolgersi regolarmente, case, uffici, scuole, chiese, tutto quanto segue il ritmo della normale quotidianità della vita di provincia, almeno fino a quando succede qualcosa di stranamente irregolare, la sparizione di alcune persone, e quando queste irregolarità incominciano ad avere un'allarmante frequenza, tantoché qualcuno prendendosi la briga di indagare sulle sparizioni scopre che dietro la bella facciata della cittadina, a partire dal vicinato, si cela ben altro. 

L'horror "comunitario", da Society a Twin Peaks , in realtà mostra un grande archetipo della cultura americana che è il solito segno di contraddizione di una società mal integrata, in cui gli odi sociali e razziali venivano in qualche modo nascosti dal pactum societatis, quei sommovimenti della provincia violenta sottaciuti da veli di perbenismo e d'ipocrisia di cui la letteratura e il cinema hanno sempre parlato.

Dal trailer, fin troppo rivelatore, si capisce già dove si vuole andare a parare. 

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