Riflessi di paura
Ci sono diverse buone notizie in circolazione ultimamente che riguardano uno degli autori cinematografici più cari al genere horror, John McNaughton. La prima non è esattamente nuovissima ed è riferibile all'uscita in dvd di una nuova più degna e completa edizione italiana di Henry pioggia di sangue, il suo film più noto, dibattuto e controverso.
Le altre news che lo riguardano sono due progetti che prevedono entrambi il ritorno di Mcnaughton dietro la macchina da presa, dopo un po' di realizzazioni televisive, incluso un episodio per la serie dei Masters of Horror, finalmente un gradito ritrovo per il cinema theatrical. Il primo è ancora in fase embrionale, si tratta di Sweet (stando al working title), prodotto dalla Peter Newman Productions, e racconta del dramma psicologico vissuto da un ragazzo violentato da due casalinghe (presumibilmente molto disperate). L'altro è invece The Harvest, molto più avanti con la lavorazione, prodotto dalla Elephant Eye Films con un trattamento di Stephen Lancellotti.
The Harvest è annunciato come un mélange di horror classico e thriller psicologicocon al centro della vicenda una giovane coppia, medico lui, infermiera lei, alle prese con la nascita del loro primo bambino. Una nascita non proprio sotto una buona stella visto che il bimbo è affetto da una malattia incurabile che lo costringe alla disabilità. Vedremo i genitori tentare qualsiasi strada, lecita e illecita per la sopravvivenza di un figlio destinato a morte certa.
Pur avendo girato thriller di tutto rispetto come Sex Crimes - Giochi pericolosi e Crocevia per l'inferno, la fama di un regista del calibro di McNaughton è rimasta legata, si Nanni Moretti licet, a Henry pioggia di sangue, per quel modo così ferale e contemporaneamente così immediato e privo di orpelli di penetrare nella psiche di Henry Lee Lucas e nel cuore nero del serial killer, nel suo essere al di là di tutto un individuo inserito in un contesto sociale, fama legata dunque alla descrizione di un orrore psico-sociologico, il ritorno al quale non può farci che grande piacere.
alle 23:37
Mauro Giorgio
In Wild Things Peters ha firmato la sceneggiatura della vita, e McNaughton c'ha messo del suo a creare l'unheimlisch laddove non c'era, ovvero sui volti slavati della Richards e di Dillon (però lui almeno ha un possente trascorso da ribelle senza causa).
Mc is back! ;)