Riflessi di paura
Nel 2008 è nata una casa editrice che nel giro di neanche due anni si sta facendo una gran bella reputazione occupandosi di narrativa e saggistica di genere (giallo, thriller, horror prevalentemente) e soprattutto piazzando interessantissimi volumi in un mercato che, saturato dalle millemila proposte giornaliere, trova difficoltà ad offrire prodotti degni di nota. Sto parlando di Edizioni XII e senza che vi squaderni l'intero succoso catalogo (basta sbirciare nel link), mi soffermo su un volume di pregevole fattura dal titolo In due si uccide meglio - Quando i serial killer agiscono in coppia di Giuseppe Pastore (grande esperto di narrativa thriller) e Stefano Valbonesi (redattore di un portale che è divenuto un punto di riferimento per la cultura giallo-horror-thrilleristica a 360°, La tela nera).
Potrebbe sembrare una declinazione strana e alquanto atipica questa dei serial killer in coppia, e di fatto lo è poiché l'immaginario più allargato dell'omicida seriale è popolato di assassini che operano in perfetta e autarchica solitudine. Pastore e Valbonesi analizzano infatti quest'insana e curiosa attitudine alla combutta, all'azione diadica, che comunque inerisce - favorita da una ricca statistica - all'identikit del serial killer.
La lettura di In due si uccide meglio diventa un viaggio appassionante attraverso i "come" e i "perché" che legano le psicologie dei vari killer passati in rassegna all'atto delittuoso. L'elemento che colpisce subito è la capacità dei due giovani autori a rendere, mediante lo stile sobrio ma contemporaneamente affilato che li contraddistingue, la fredda cronaca degli episodi (la documentazione è sempre densa e circostanziata) in appassionata archeologia del delitto. Le ricostruzioni biografiche dei criminali offrono molto spesso le motivazioni di vite a perdere destinalmente segnate, ma Pastore e Valbonesi riflettono sempre su quel quid che funge da fattore discriminante e che elude ogni facile meccanicismo.
Uno di quei quid diviene fondamentale per il venirsi a costituire della coppia omicida: l'incontro. Il fattore X delle vite di questi individui destinati ad essere ricordati come membri di una coppia criminale è proprio l'intersecarsi dei destini. In tal senso anche i "dove" e i "quando" diventano coordinate determinanti di questo viaggio, che non è solo e semplicemente nella mente del o dei serial killer ma si configura come spostamento storico-geografico testimone di contesti sociali rinvenibili nel quadro fotografico fornito dalla ricognizione biografica dei serial killer.
Esiste un fattore discriminante che differenzia la tipologia della coppia omicida dal singolo serial killer: quest'ultimo è un lupo solitario mentre l'elemento della condivisione in grado di "polarizzare" e comunicare il godimento che i due artefici del crimine presumibilmente provano nel fare quello che fanno, è ciò che caratterizza la tipologia presa in esame.
Pastore e Valbonesi partono da alcuni studi capitali in materia, da The Serial killers. A Study in the Psichology of Violence di Colin Wilson e Donald Seaman a I serial killer di Ruben De Luca (autore di una preziosa prefazione) e Vincenzo Mastronardi, da Team Killers. A comparative Study of collaborative Criminals di Jennifer Furio a Coppie assassine di Cinzia Tani, per riuscire ad individuare quelle dinamiche psicologiche che legano la coppia di serial killer (che possono essere uomo/uomo, uomo/donna, donna/donna, con implicazioni parental-sentimentali di vario genere), la più frequente delle quali è costituita dal rapporto incube/succube: si è verificato in sostanza che in queste coppie di assassini, come nelle dinamiche dei gruppi e, in zoologia, dei branchi, c'è sempre un individuo "alpha" col carattere dominante.
Nel viaggio facciamo l'inquietante conoscenza di coppie omicide rese celebri dal grande schermo come Henry Lee Lucas e Ottis Toole (Henry pioggia di sangue), Martha Beck e Raymond Fernandez (Profundo Carmesì, pellicola direttamente ispirata alla coppia), e di accoppiate molto meno note ma non meno impressionanti come Leonard Lake e Charles Ng dell' "Operazione Miranda", o i diabolici coniugi Birnie, o anche l'enigmatico duo nostrano "Ludwig", in un percorso inesorabile nel male vissuto e condiviso da queste terrificanti figure della criminalità più sanguinaria.
Il volume fa parte della collana intitolata Mezzanotte, diretta da un esperto della letteratura criminale come Alessio Valsecchi.
Mauro,
mi sono ricordato che qua non ero passato a commentare: ancora grazie per la bellissima recensione! :))
Giuseppe
beh, sì Ale..nessun problema. :)
alle 20:08
Mauro Giorgio
figurati Giuseppe, è stato un enorme piacere!