Riflessi di paura
Il 5 marzo i Gorillaz, famigerata band virtuale amatissima e richiestissima a livello planetario, ha licenziato il suo nuovo lavoro stracolmo di nuove collaborazioni intitolato Plastic Beach.
Che Damon Albarn e Jamie Hewlett abbiano colpito nuovamente nel segno ce ne accorgiamo dall'art style della cover, una villla-laboratorio su un 'isolotto che aspetta solo di essere raggiunto, uno scenario meraviglioso e inquietante al tempo stesso dalle atmosfere ancor più avveniristiche del jeunetiano La città perduta.
Rimane comunque il videoclip del singolo che sta cominciando a circolare per tutto l'etere, Stylo, a catturare tutto l'interesse, anche (e per noi soprattutto) per i suoi richiami e suggestioni tendenti all'horror.
I protagonisti Murdoc, 2 D e Noodle dopo aver compiuto una rapina stanno fuggendo a bordo di un auto nera che ricorda moltissimo, colore a parte, la Dodge Challenger di Punto Zero. La loro fuga è ostacolata inizialmente da un pingue poliziotto che sembra più interessato alle sue ciambelle che ai tre improvvisati malviventi, che infatti elidono rapidamente il tentativo d'inseguimento. Chi invece costituisce una seria minaccia è nientepopodimenochè Bruce Willis che in sella a un Pick Up impugnando una temibile 44 magnum (l'amore per Dirty Harry è sempre viscerale) costringe i Gorillaz a un salto nel vuoto con colpo di scena acquatico finale.
Il doppio inseguimento thrilling in automobile sotto un cielo plumbeo e con un inquieto tappeto di sonorità dub/trip-hop conferisce al video un tono drammatico quasi da thriller adrenalinico. I Gorillaz non scherzano affatto e contro la seccatura dell'uomo in uniforme aprono il fuoco. Bruce Willis è un pazzoide à la Stuntman Mike (A prova di morte) che vuol eliminare i tre vagabondi solo per il gusto di farlo.
Beffardo il destino del poliziotto che schiantatosi contro un cartellone pubblicitario e sbalzato fuori dall'abitacolo vorrebbe mangiarsi il suo meritato pasto ricco di ghiottonerie ma una scena à la Final Destination lo vede inghiottito dalla Nera Signora prima che possa raggiungere e trangugiare le leccornie.
A suo modo, divertente e inquietante.