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Murder Set Pieces in dvd in edicola

Mauro Giorgio avatar Sabato 26 Dicembre 2009, 23:54 in horrorabilia, video-drome di Mauro Giorgio
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Dopo l'abbuffata di romanticismo e buoni sentimenti in chiave cinematografica all'insegna delle festività natalizie, per smaltire un po' la sovrabbondanza di melassa accumulata c'è un po' di insano slasher che ci attende direttamente in edicola.

Il titolo in questione è Murder Set Pieces uno dei più beceri e insulsi della storia del cinema, una ciofeca di dimensioni sesquipedali che però ricorda tantissimo certo orrendo cinema degli anni '80 e tutta quell'exploitation emoglobinica e anarchicamente gore che fa capo a Herschell Gordon Lewis.

Il problema è che il film di tal Nick Palumbo è un'opera del 2004 ed è nettamente fuori tempo massimo, perché effettivamente lo spirito anarcoide di quel gore siglato H. G. Lewis è passato 40 anni fa e qualsiasi riproposta senza neppure riattualizzarne gli assunti, rischia veramnente di risultare un oggetto totalmente privo di valore, ai limiti del ridicolo.

E di fatto questo è Murder Set Pieces, un'opera ridicola presentata ai limiti dell'accettabilità estetica, con un linguaggio cinematografico che non è un linguaggio e che si limita a giustapporre una serie di sketch che vanno dalle scorribande notturne del protagonista a un grand guignol di torture su corpi femminili iperbolicamente martoriati.

La storia è quella di un improbabile discendente di un gerarca nazista, un sedicente fotografo che con la scusa di realizzare dei portfolio ad alcune ragazze se le porta a letto e poi inizia il rondò delle sevizie e delle torture più bieche. Spiegazione di tali atti - ma guarda che strana combinazione! - un comportamento dettato da un rapporto morbosamente irrisolto con la madre dello squilibrato.

La sovraesposizione di corpi massacrati in sanguinolente camere delle torture "fai da te" improvvisate nello scantinato di casa, con tanto di panoplia attrezzistica è un campionario di amenità che scatenano - per l'appunto - il riso piuttosto che il raccapriccio, considerata l'assurdità di tutta l'impalcatura narrativa.

E tuttavia, inseguendo il principio tutt'altro che apodittico del "so bad is so good", potremmo quasi considerarlo un guilty pleasure, da vedersi in copiosa compagnia con tanto di coro di fragorose risate ad ogni apparizione del protagonista nella sua grottesca parabola dalla preparazione davanti allo specchio alla cavalcata del bolide à la Stuntman Mike al massacro post-copula della malcapitata di turno.

Priceless i flano accompagnatori: "Il più insostenibile horror mai apparso sugli schermi", "Attenzione: il film contiene immagini scioccanti".

Solo per irriducibili.

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