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Per il centenario di Nino Caffè

Mauro Giorgio avatar Mercoledì 24 Giugno 2009, 23:28 in horrorart di Mauro Giorgio
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Oggi cade il centenario di un artista davvero singolare, contaminato da un universo in espansione come quello del fumetto, il quale ne rimane a sua volta inevitabilmente influenzato, tantoché un grande vignettista come Federico Fellini si scopre completamente catturato: Nino Caffè.

Nel caso di questo eccentrico "pittore di pretini" (così fu subito definito da tutti), abruzzese di nascita (Alfedena 1909) e pesarese d'adozione (c'è indubbiamente una nota di campanilismo in questo mio ricordo, lo ammetto) forse parlare di horror risulta quantomeno azzardato, se non fuorviante, poiché il suo - se così lo si può inquadrare - è un tipo di spavento in chiave totalmente grottesca.

Aderendo alla piccola ma significativa scena pesarese dei Galluccci, Pagliacci, Bettini, Cancelli, e più tardi anche Baratti e Wildi (il "gruppo di pittori pesaresi"), Caffè si muove in uno scenario intriso di umori surrealisti e di trapelato gusto grotesque. Muovendo da motivi naturalisti sotto la guida di Ludovico Spagnolini nel suo periodo giovanile, Caffè approda a un ars divertitamente dissacratoria che recupera lo spirito (se non la lettera) del grande vignettismo inglese da Hogarth in poi. 

Protagonista dei suoi dipinti diventa dunque quel clero di provincia becero e credulone che si fa scandalizzare da una veste femminile o da qualche diavoletto svolazzante o spuntato all'improvviso da chissà dove, che Caffè si diverte a satireggiare a partire da una scelta cromatica scopertamente anticlericale: il rosso.

Elementi stilistici vicinissimi all'incisione e alla vignetta satirica insieme al brulichio di pretini e suorine che affolla i suoi quadri e che evoca tutto un immaginario da Bunuel a Fellini, divengono tratti distintivi di una poetica che si riconosce in un intento scanzonatamente satirico svuotato di moralismo e colmo invece di joie pour le divertissement sapidamente popolare e sanguigno, prima che lo scoppio della guerra cancelli dai volti l'ultima innocente risata.

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