Everything will be fine: non solo von Trier
Pubblicato da Mauro Giorgio alle 23:56 in nequiziario horror
Che in Danimarca non c'è solo von Trier ad occuparsi di un certo tipo di cinema, quello non mainstream, il cinema più estremo e meno commerciale, è fin troppo ovvio, del resto sapevamo che ci fosse del marcio da quelle parti, dogma o non dogma, e autori come Christoffer Boe rappresentano una bella conferma.
Boe ha solo 35 anni ma ha già inanellato due film di successo in patria, da noi pressoché sconosciuti poiché passati solo nei circuiti festivalieri, Reconstruction e Offscreen, entrambe, anche se in modo diverso, due opere sullo slittamento dell'identità personale.
Il suo nuovo film dunque, intitolato Everything will be fine, lo salutiamo con un certo entusiasmo, a maggior ragione se poi, come apprendiamo dal plot, possiede tutti gli ingredienti per essere un ottimo e originale thriller.
Vediamo di che si tratta. Un giovane regista fa un incidente con l'auto. Ci scappa il morto e la colpa è inequivocabilmente sua. Per non compromettere in qualche modo la sua promettente carriera, decide di scappare dal luogo dell'incidente come nulla fosse. Il giorno dopo l'incidente scopre che l'uomo alla guida dell'auto nascondeva un pericoloso segreto riguardante un piano sovversivo per rovesciare il governo. A quel punto, per acquisire notorietà, tenta il tutto per tutto raccontando la storia dell'incidente uscendo allo scoperto attraverso i media, ma questo non fa altro che ingenerare equivoci e confusione in tutta la vicenda in cui nulla è più chiaro come sembrava essere all'inizio.
Il dramma personale confluisce nel thriller politico, e viceversa per un film che, francamente, non vediamo l'ora di poterci gustare. Dobbiamo attendere l'inizio del 2010 e l'eventuale uscita per l'home video, poiché dubito che vedrà una distribuzione dalle nostre parti.





Commenti