Martyrs: chi testimonierà l’orrore?
Pubblicato da Mauro Giorgio alle 20:21 in orrende (prime) visioni, video-drome
Ha fatto molto clamore quando questa pellicola di Pascal Laugier è uscita nelle sale francesi nel settembre del 2008, beccandosi un divieto ai 16 anni (equiparabile al nostro vietato ai 18), sia per la pericolosità dell'assunto, sia per un principio di messa in scena davvero crudamente realistico e senza concessioni ai compromessi del rappresentabile.
Durante il Festival di Roma Martyrs ha probabilmente destato meno scalpore, vuoi per la dimensione circoscritta - per quanto partecipata - di un festival, vuoi perché molti non hanno creduto nelle promesse di un horror d'oltralpe. Però in parecchi poi si sono resi conto di essere di fronte a un'opera potente, destabilizzante, malsana.
Per chi se lo fosse perso - immagino una nutrita schiera - è appena uscita in Francia l'edizione in dvd che ne consente dunque l'immediato e caldamente suggerito recupero. Purtroppo con la sola lingua francese a disposizione senza sottotitoli.
1971. Una ragazzina fugge spaventata e sanguinolenta dal seminterrato di uno stabile nella periferia di un'imprecisata cittadina francese. Quindici anni dopo assistiamo a un agghiacciante massacro perpetrato da una ragazza con un fucile ai danni di una famiglia mentre stava tranquillamente consumando la colazione. La ragazza avverte telefonicamente la compagna Anna chiedendole di raggiungerla perché la sua missione è compiuta ma lei è ancora tormentata da un terrificante passato. Lucie è la ragazza che ha compiuto la strage ed è la stessa ragazzina che quindici anni prima scappava da un inferno di sevizie. Lucie e Anna dopo il massacro si ritrovano all'inizio di un nuovo incubo.
Che al contrario dell'horror dalle atmosfere raffinate e dal cesello visivo offerti da Saint Ange questa volta Laugier picchi veramente duro ce ne accorgiamo dai primi concitatissimi fotogrammi del film. Martyrs brucia letteralmente la soppesata lentezza da ghost-story di Saint Ange per inseguire il ritmo di una storia cruenta che getta spietatamente lo spettatore in medias res senza concedergli il tempo di rendersene conto. La sequenza dell'apparentemente immotivata carneficina casalinga è un detonatore visivo che ci esplode in mezzo agli occhi in una rappresentazione totale e senza sconti. Il realismo è assoluto.
Ma Laugier per decostruire le certezze di un orrore fin troppo realistico, confonde le carte, insinua il germe del soggettivismo psicologico à la Aja finalizzato a scardinare il principio di oggettività. Il demone inconscio di Lucie, del suo irredimibile senso di colpa, si materializza in un orrore che la perseguita da quindici anni, e che neanche una sana vendetta può neutralizzare.
L'orrore dunque rimane lì, epidermico, non catartizzabile e qualsiasi ulteriore movimento sembra impossibile a quel punto, e invece la radice di quell'orrore è altrove, ancora più terrificante, ancora più profonda. È sotto la superficie di quello che sembra già un abisso agli occhi di Anna, e che dovrà invece guardarlo nel volto mentre l'orrore guarderà lei.
Nei venti minuti finali apprendiamo che il senso di tutto quanto risiede nel significato etimologico del termine "martirio". Il male non è assoluto, ma ha uno scopo. C'è un piano diabolico che presiede alle azioni di alcuni uomini su altri uomini in nome di un preteso e pretenzioso misticismo (ogni riferimento è puramente non casuale). C'è solo una lacerante verità che appartiene all'uomo e alla vita su questa valle di lacrime, alle sue azioni e alle sue conseguenze, la verità della sofferenza, la testimonianza di un orrore.
Strozzante virata filosofica al posto del solito attendibilmente inutile torture porn. Grande Laugier.






1. Luca, Mercoledì 3 Giugno 2009 ore 20:26
Ma che c****o di film di pazzi..ma dico io..e poi ci lamentiamo che tutti uccidono.....ma è possibile che si deve sempre far vedere violenza, violenza e violenza??? Povero mondo..l'ho sempre detto..Se potreste fare arrivare questa e-mail al regista ve ne sarei grato!!!! Magari ve la mando tradotta!
2. Mauro Giorgio, Sabato 6 Giugno 2009 ore 00:33
Luca, le rispondo laconicamente (perché la sua è un'argomentazione che - paradossalmente - mi lascia sempre un tantino spiazzato): magari la rappresentazione della violenza cinematograficamente è raccolta nel senso di un testo che va nella direzione del renderci disponibile un senso della violenza.
Grazie e saluti.
3. Mauro Giorgio, Sabato 6 Giugno 2009 ore 00:35
sempre al Sig. Luca: ha presente Arancia meccanica di Stanley Kubrick?
4. daniela, Martedì 9 Giugno 2009 ore 12:36
Ragazzi, amo l'horror e mi occupo di cinema da tantissimi anni. Sinceramente mi aspettavo chissà che da questo film, e invece, al di là della messa in scena crudele, l'assunto di fondo mi è sembrato banale a dir poco. Mah! Se questa è la nouvelle vague dell'horror francese, reston attaccata ai miei "santi vecchi".
5. Mauro, Giovedì 11 Giugno 2009 ore 17:18
Daniela, "al di là della messa in scena crudele"..accidenti! e ti è sembrata poca cosa!? guarda, in tutta onestà questo è uno di quei film in cui la "crudità" (non crudezza, che è termine più debole) della rappresentazione è il film. Laugier avrebbe potuto partire anche da un assunto tipo "mi hanno rubato le caramelle dalla tasca e io mi vendico" che la coscienza estetica di Martyrs non sarebbe diminuita di una virgola. La questione del(la mistica del) martirio può apparire ininteressante o, al limite, banale (cosa che non mi sembra poi tanto), ma non è questo che fa la differenza in Martyrs, mi pare.
Ovviamente ognuno è libero di farsi piacere ciò che vuole, però attaccare questo film per la presunta debolezza dell'assunto, mi sembra un po' andar a cercare le pulci nelle ali di un angelo.
6. :A:, Sabato 13 Giugno 2009 ore 20:39
Sinceramente trovo che la caratterizzazione della protagonista (veramente STUPIDA) tolgano qualsiasi possibilità di empatia e quindi riducano l'impatto della violenza (lo dico da amante dell'horror estremo, e parlo della serie di Guinea Pig, non dei filmetti di Roth); la trama, inoltre, è talmente prevedibile che l'effetto di accumulo della violenza si perde, perchè si capisce perfettamente dove si andrà a parare. Ne parlo in dettaglio qui: http://adriano-barone.blogspot.com/2009/06/martyrs-recensione.html
7. Luca, Domenica 14 Giugno 2009 ore 16:34
Al Signor Mauro
Sono perfettamente d'accordo con lei..ma devo purtroppo contraddirla nel senso che ormai di scene violente, nauseanti, obsolete e quant'altro le vediamo e sentiamo tutti i giorni e davvero non se ne può più. Poi ci si mette pure a produrre , spendere soldi e tempo per fare film di violenze inaudite tipo questo...Alla fine dal cuore mi esce davvero un enorme e liberatorio BASTA..non se ne può più.. Ripropongo di far girare questo messaggio al produttore nonchè regista del film..ve ne sarei davvero grato. Impegnamoci invece a fare vedere quanto pure di buono c'è nell'essere umano, visto che viviamo in un'epoca dove davvero c'è bisogno di speranza!!
8. Alessio, Lunedì 15 Giugno 2009 ore 02:22
Al signor Luca
Beh, a ognuno la sua opinione. Per quanto mi riguarda, se tutti i film fossero così, sarebbe triste. Ma se non ce ne fossero affatto di questi film, sarebbe molto più triste. Chi non apprezza può sempre guardare altro.
9. josè, Lunedì 15 Giugno 2009 ore 04:50
Incredibilmente ben fatto e girato con maestria. Da patito dei films horros (credo di averne visti oltre un migliaio) devo ammettere che Martyrs si colloca in assoluto tra i migliori. Davvero brava l'attrice che inpersona Anna e notevole l'interpretazione dell'attrice che impersona Lucy. Un tocco di classe il farci credere che il tutto possa essere frutto di allucinazioni e brama di sangue di una 'pazza' per poi scoprire che in realtà l'orrore, quello vero, si nascondeva oltre. Davvero notevoli gli ultimi 15 minuti. Non credo che in un film horror si sia mai raggiunto un tale livello di coerenza e realismo. Aggiungo che anche la scelta del filo logico che si scoprirà solo nelle ultime fasi del film è davvero ben scelta. A differenza di qualsiasi altro horror (i soliti matti e bramosi di sangue che uccidono per il solo gusto di farlo) quì viene scelta una matrice pseudo-religiosa quasi a voler giustificare gli atti e le violenze fisiche e psicologiche in nome di un bene più grande e assoluto....superiore alla stessa vita umana (filo logico molto similare agli inquisitori europei che nel nome di una religione malsana perpetrarono atti ben peggiori).
Assolutamente da vedere.
10. josè, Lunedì 15 Giugno 2009 ore 05:29
Giusto una aggiunta:
"La questione del(la mistica del) martirio può apparire ininteressante"
In realtà è il contrario perchè il regista ci ha permesso un passaggio aggiuntivo: l'introspezione della natura umana. Volendo generalizzare (quindi santi a parte) l'uomo è per sua stessa natura violento. Siamo stati da sempre (sin da quando eravamo ancora in fase evolutiva) conquistatori, colonizzatori e guerrieri (quindi a scapito della vita altrui). L'aspetto che il film ci offre (la natura perversa e sadica che si cela dietro la facciata di una normale famiglia ....la prima che poi viene sterminata da Lucy) è qualcosa di diabolico. L'uomo ha sempre ricercato una scusa per giustificare la propria natura 'selvaggia'. Ad esempio per le colonizzazioni,le crociate o anche solo il raggiungimento di determinati obiettivi personali. Da notare che dopo la scena in cui Anna viene scuoiata (termine crudo ma non ne so trovare di più adatti) il carnefice si fa tranquillamente la doccia e ritorna alla vita normale senza alcun passaggio intermedio. Anzi tale aspetto viene persino rimarcato dall'abile regista per un tempo piuttosto lungo. Questo è permesso proprio dal filo conduttore mistico/religioso che permette al carnefice la convinzione di aver contribuito a qualcosa di più grande e spirituale...qualcosa che gli permette di avere la coscienza tranquilla. La moglie subito prima dell'intervento su Anna le parlerà con tono dolce ed affettuoso, quasi materno, dicendole che non avrebbe avuto più niente da temere....questo perchè convinta di essere solo una pedina di qualcosa di grande e incomprensibile.
Insomma è proprio l'aggiunta dell'aspetto religioso l'orrore del film....... aspetto che alla fine permette allo spettatore di poter mettere insieme i vari aspetti del puzzle.
L'unica nota amara è per la scena finale (quella della matrona che si spara) .... forse delusa e amareggiata di aver forse scoperto che l'aldilà non esiste (a giudicare dallo sguardo incupito mentre ascoltava le parole di Anna). Di aver scoperto che alla fine la grande verità per la quale aveva perpetrato tanto violenze era in realtà una grande e immensa menzogna. Avrei preferito forse quest'ultima scena un tantino meno criptica e scoprire la verità confidata da Anna.
11. Mauro, Lunedì 15 Giugno 2009 ore 15:18
..infatti, josé, secondo me neppure l'assunto è cosi banale o banalizzato da Laugier, che ci crede..crede nella struttura narrativa come dervazione di un dereglement psicotico innescato da un psicosi pseudo-religiosa primaria..però ripeto, è la forza devastante e malsana della messa in scena che crea questo potente senso di disagio.
12. Luca, Lunedì 15 Giugno 2009 ore 22:26
Al Signor Mauro
Senza dubbio ognuno ha la sua opinione. La cosa che per me è triste è la violenza e le persone che vanno a vedere questo genere di film. Non lamentiamoci però di tutto quello che succede attorno, perchè la sola causa siamo proprio noi. Con piacere guarderò solo altro.
13. Luca, Lunedì 15 Giugno 2009 ore 22:27
Al Signor Mauro
Senza dubbio ognuno ha la sua opinione. La cosa che per me è triste è la violenza e le persone che vanno a vedere questo genere di film. Non lamentiamoci però di tutto quello che succede attorno, perchè la sola causa siamo proprio noi. Con piacere guarderò solo altro.
14. Mauro Giorgio, Martedì 16 Giugno 2009 ore 00:00
..quindi mi faccia capire Luca, secondo la sua opinione "quello che succede attorno" è provocato "da noi" che andiamo a vedere questo genere di film..la violenza cinematografica (vexata atque praetexta quaestio) ha delle ricadute significative sulle forme di violenza reale, non finzionale..
15. josè, Martedì 16 Giugno 2009 ore 00:54
mamma mia quante questioni di natura morale in un contesto assolutamente errato. Signor Luca, mi perdoni se mi intrometto in un discorso palesemente in essere tra Lei e il sig.r Giorgio ma alla fine ci si sente piccati da frasi come quelle riportate nei suoi (tra l'altro brevissimi e poco esplicativi) posts. Lei dimentica che ogni essere umano vive esperienze diverse, vive in contesti sociali diversi e che il nostro modo di reagire ad eventi (siano essi cinematografici o di vita reale) è diverso proprio in base alle nostre esperienze passate.
Trovo profondamente sbagliate frasi del tipo: se non ti piace non guardarlo......ma trovo perfettamente coerente che se una persona ha una soglia di tollerabilità bassa verso scene cruente non guardi il film in questione. Certo medesimo risultato ma senso diverso. Inoltre il suo più grande errore è stato vedere il film come si fa con qualsiasi altro filmino horror di bassa qualità. In realtà il film andava interpretato non solo per le scene ma anche per i simbolismi di cui era volutamente pieno. Ovvio che se l'unica cosa che va a guardare e ricordare è la scena della tortura il film le sembrerà completamente diverso. Ho letto commenti a dir poco ridicoli sulla scena del nucleo familiare (i carcerieri) che non centravano niente e che secondo gli autori dei posts hanno portato via preziosi minuti di pellicola ma nessuno si è soffermato a pensare al perchè di quelle scene. Nessuno si è soffermato a pensare al perchè della frase esplicativa della matrona sul fatto che si procedeva con metodologia secondo schemi ben precisi. Al contrario ho letto commenti assurdi sul fatto che una tortuta non poteva limitarsi al fatto di tagliare i capelli alla vittima o di darle qualche pugno. Semplicemente guardando il film avrebbero compreso che le torture psicologiche sono senza dubbio peggiori di quelle fisiche. Persino lo sbattere della scala a intervalli regolari aveva un senso ben preciso e ricercato dal regista.
Sono sicuro che se avesse guardato il film analizzando i messaggi in esso nascosti piuttosto che soffermarsi solo sulla visione delle scene più cruente la sua esperienza sarebbe stata indubbiamente meno terribile (anche se ovviamente non le sarebbe piaciuto comunque). Ricordi Signor Luca.....ogni essere umano è un mondo se stante. Ognuno di noi ha avuto,ha e avrà esperienze diverse che lo forgeranno in maniera diversa dai suoi simili. Non è sbagliato vedere un film horror perchè appunto si tratta semplicemente di un film. Ognuno poi in base alle proprie esperienze lo percepirà in maniera diversa. Io ad esempio l'ho apprezzato molto per l'aspetto psicologico. Un'altra persona lo guarderà analizzandone la fattura e la qualità. Altri ancora lo guarderanno semplicemente per il gusto di provare l'ebrezza del brivido e la scarica di adrenalina. Altri ancora smetteranno di vederlo sin dai primi fotogrammi. Non per questo si può giudicare o essere giudicati. Arrivare a definire un film fuorviante per la psiche umana è davvero qualcosa che non avrei mai pensato di leggere o sentire. La nostra psiche come già detto si forma in ben altri contesti tra cui principalmente il contesto sociale,politico e religioso. Nulla hanno a che vedere films o similari in età adatta alla visione.
Scusatemi per l'intervento:-)
16. Mauro Giorgio, Martedì 16 Giugno 2009 ore 02:10
no, anzi..ti ringrazio josè per le tue osservazioni.. mi piace pensare al mio blog come uno spazio di incontro e di confronto di opinioni.
17. sergio, Martedì 16 Giugno 2009 ore 04:47
film veramente eccezionale.
cosa aggiungere a quello che non è stato già detto e scritto nella recensione e nei comments?
di sicuro non un film per tutti,o almeno non per la massa del cosiddetto pubblico di massa commerciale?
le sfumature e i simbolismi che ci sono non possono essere capiti e interpretati da tutti.
sicuramente da rivedere tra qualche mese.
FINALE fantastico.
18. Alessandro Puglisi, Martedì 16 Giugno 2009 ore 12:47
Io l'ho trovato stupendo. Una volta tanto un horror/torture-movie non "patinato". Ne ho parlato più diffusamente qui:
http://pianosequenza.blogdo.net/reviews/martyrs/
19. Luca, Martedì 16 Giugno 2009 ore 14:08
A tutti
I miei esplicativi e brevi commenti, non sono altro che una semplice e pura opinione nonchè un sincero ed auspicabile desiderio di migliorare nel mio piccolo la visione delle cose e del mondo. Mi ritengo una persona sincera, morale, positiva e quant'altro..Non pretendo di cambiare il mondo, sono un semplice essere umano che pensa e vive come tutti, continuo però ad affermare, e non per questo voglio fare il moralista che purtroppo e dico purtroppo il mondo è pieno di gente così, e questo genere di film sempre più crudi e veritieri non fa altro che toccare in maniera negativa la psiche umana di persone già deboli o che vivono in uno status già degradato o problematico. Adesso vorreste forse affermare che il pubblico andrà a vedere il film per il suo aspetto psicologico?? Bene, a tutte le persone che ne ho sentito parlare, la sola frase è stata "Wowww, ma quanta violenza e sangue...bellissimo!!!!" E questo è quanto!!! Sono comunque punti di vista..io dico che non ci si deve soffermare soltanto sul punto di vista letterale o qualitativo o altro..vediamo pure il messaggio che danno, se per l'epoca in cui viviamo è adatto o meno...il fatto è solo uno secondo me..che tutto questo fa solo parte di un grande business di molta gente egoista a spese degli spettatori e di chi non li vede. Più che mai andrò a vedere altro. Grazie per l'attenzione e mi scuso se sono stato cafone in alcuni casi.
Luca
20. E-E-E , Martedì 16 Giugno 2009 ore 14:24
Non male, un buon horror direi... Laugier avrebbe potuto aver maggior cura dei particolari
Avete notato un'incongruenza nel film? Ad un certo punto una delle aguzzine di Anna spinge un carrello (per pulirla con una spugna e sostituirle il secchio) nella stanza in cui la ragazza è rinchiusa, ma l'unica via per accedervi è, come si può notare nelle scene precedenti e successive, una scala che scende direttamente dalla botola. La domanda è: come ha fatto il carrello ad arrivare lì?? di ascensori e affini non se ne vedono e la scala viene utilizzzata persino dalla anziana Madmoiselle...
21. E-E-E , Martedì 16 Giugno 2009 ore 14:29
Non male, un buon horror direi... Laugier avrebbe potuto aver maggior cura dei particolari
Avete notato un'incongruenza nel film? Ad un certo punto una delle aguzzine di Anna spinge un carrello (per pulirla con una spugna e sostituirle il secchio) nella stanza in cui la ragazza è rinchiusa, ma l'unica via per accedervi è, come si può notare nelle scene precedenti e successive, una scala che scende direttamente dalla botola. La domanda è: come ha fatto il carrello ad arrivare lì?? di ascensori e affini non se ne vedono e la scala viene utilizzzata persino dalla anziana Madmoiselle...
22. E-E-E , Martedì 16 Giugno 2009 ore 14:33
Non male, un buon horror direi... Laugier avrebbe potuto aver maggior cura dei particolari
Avete notato un'incongruenza nel film? Ad un certo punto una delle aguzzine di Anna spinge un carrello (per pulirla con una spugna e sostituirle il secchio) nella stanza in cui la ragazza è rinchiusa, ma l'unica via per accedervi è, come si può notare nelle scene precedenti e successive, una scala che scende direttamente dalla botola. La domanda è: come ha fatto il carrello ad arrivare lì?? di ascensori e affini non se ne vedono e la scala viene utilizzzata persino dalla anziana Madmoiselle...
23. E-E-E , Martedì 16 Giugno 2009 ore 14:39
Non male, un buon horror direi... Laugier avrebbe potuto aver maggior cura dei particolari
Avete notato un'incongruenza nel film? Ad un certo punto una delle aguzzine di Anna spinge un carrello (per pulirla con una spugna e sostituirle il secchio) nella stanza in cui la ragazza è rinchiusa, ma l'unica via per accedervi è, come si può notare nelle scene precedenti e successive, una scala che scende direttamente dalla botola. La domanda è: come ha fatto il carrello ad arrivare lì?? di ascensori e affini non se ne vedono e la scala viene utilizzzata persino dalla anziana Madmoiselle...
24. E-E-E , Martedì 16 Giugno 2009 ore 14:42
Non male, un buon horror direi... Laugier avrebbe potuto aver maggior cura dei particolari
Avete notato un'incongruenza nel film? Ad un certo punto una delle aguzzine di Anna spinge un carrello (per pulirla con una spugna e sostituirle il secchio) nella stanza in cui la ragazza è rinchiusa, ma l'unica via per accedervi è, come si può notare nelle scene precedenti e successive, una scala che scende direttamente dalla botola. La domanda è: come ha fatto il carrello ad arrivare lì?? di ascensori e affini non se ne vedono e la scala viene utilizzzata persino dalla anziana Madmoiselle...
25. Sig. Peppino, Martedì 16 Giugno 2009 ore 23:41
Non male, Non male, Non male.
MOLTO MALE!
26. Mr. Blonde, Mercoledì 17 Giugno 2009 ore 11:37
Scusi Sig. Peppino, qualcuno ha per caso chiesto il suo parere? La serie di messaggi identici è, ovviamente, un errore. E io mi chiedo: "Perchè lei, anzichè criticare la gente (oltretutto su internet!!) non si trova un hobby?? non so potrebbe andare a giocare a scacchi, potrebbe comprarsi un cagnolino, ad esempio un barboncino, per portarselo a spasso, comprarsi una sdraio e prendere il sole, oppure acquistare una bambola gonfiabile....
27. Mauro Giorgio, Giovedì 18 Giugno 2009 ore 00:01
allora gente, calma, gesso e argomentazioni..please.
28. josè, Giovedì 18 Giugno 2009 ore 03:44
Suppongo che il Signor Peppino si riferisse al film e non ai commenti multipli. Ad ogni modo sono contento di vedere che sono molteplici (tutti) i blogs professionali in cui vengono espresse recensioni realmente positive sul film in questione.
Strano però che nessuno di questi abbia portato paragoni con altre pellicole similari. L'unico paragone è stato con Hostel (e con Frontiers: film noioso che poteva essere sfruttato decisamente meglio) ma è davvero assurdo paragonare Martyrs e Hostel in quanto i due films non hanno davvero niente in comune pur ammettendo che Hostel (il primo) è comunque un film che emerge (molto) di fronte ai soliti filmetti squallidi e insulsi del filone horror degli ultimi anni (i vari venerdi 13, i soliti jason, denti e idiozie varie). A volte per creare un nuovo filone è necessario un colpo di frusta che stimoli gli sceneggiatori. Fu il caso ad esempio degli horror anni '60/'70. Anni bui per l'industria horror che produceva ininterrottamente films di mummie,licantropi e vampiri. Alla fine fu il film di Craven L'ultima casa a sinistra (The last house on the left ....davvero notevole considerata l'epoca) a dare uno scossone generale e creare una nuova tendenza. Il primo film horror di Craven e in assoluto (credo) il primo film horror ad essere girato in stile documentaristico con un uso sapiente o quasi dei primi piani e del sonoro.
Anche in questo caso reputo probabile che si stia creando il terreno adatto per la creazione di un nuovo genere di horror. Films in cui non sarà la quantità di litri di sangue a farla da padrone ma la struttura tecnica della sceneggiatura e il realismo della stessa. Films in cui sarà l'introspezione psicologica a farla da padrone e non gli effetti speciali. Un esempio di queste nuove tendenze (sebbene ancora in stato embrionale) lo riscontro ad esempio in imago mortis,martyrs,A l'interierur e hostel .
Chissà......credo ci toccherà aspettare ancora un pò prima di vedere le fasi conclusive di questa nuova trasformazione dell'industria horror.
29. Lucael, Giovedì 18 Giugno 2009 ore 12:41
Trovo molto bella, da non tecnico, la scena nella parte iniziale quando Anna trova la ragazza sotto il letto e poi le piume intorno alla ragazza . Chiaramente parlo a livello visivo, volendo un attimo uscire dal contenuto stesso della scena.
Dall'altra parte, riguardo la tortura, credo che la regolarità delle azioni violenza fisica - nutrizione ma anche la regolarità delle scene sia da considerare come una ricercata ripetizione e ricorrenza che possa indurre allo stato di martirio.
Mi interessava solo capire, la ragazza che trova nel sotterraneo la protagonista è in teoria una martire fallita? Credo che la copertura degli occhi abbia un significato in questo, dato che per la setta sarebbe stato impossibile osservare una condizioni di estasi con una copertura come quella.
Un bel film, ma per il quale serve un certo distacco, come dice il manifesto del film.
30. Jackal, Sabato 20 Giugno 2009 ore 20:52
A me i film horror non sono mai piaciuti: troppo stupidi, banali e inutilmente sanguinolenti (splatter è il termine preciso), ma questo film mi è stato consigliato e descritto come particolare e meritevole, e devo dire che ne sono rimasto più che soddisfatto. Davvero bello, ben fatto, inquietante, crudo e violento ma non in modo stupido e inutile. Molto, molto bello.
31. Alex, Domenica 21 Giugno 2009 ore 15:19
sono capitato per caso in questo blog dopo aver visto questa pellicola disgustosa che onestamente l'unica cosa che puo simboleggiare è la follia dell'autore,e l'affannosa ricerca da parte vostra di significati è semplicemente ridicola...siete da ricovero...un saluto "signori"
32. AndSo, Domenica 21 Giugno 2009 ore 16:02
Il solito ignoto "ignorante". A volte bisognerebbe ricordarsi che la vera violenza esplode proprio a causa di "signori" intolleranti. Si spara per un parcheggio, per un presunto sguardo di sfida si finisce a coltellate. L'intelligenza di un individuo sta nel guardare, che sia un horror o Disney, con distacco. La vita reale è diversa da una casa indemoniata e dal mondo dei sogni!
33. stefano, Domenica 21 Giugno 2009 ore 20:01
Questo film fa gacare!!!! se volevo vedere tutto sto sangue andavo dal macellaio sotto casa!!! Ho perso 2 ore a vedere una sequenza di inutilità...se posso dare un consiglio a qualcuno...nn perdete tempo a guardare queste cose...CIAO A TUTTI
34. Alex, Lunedì 22 Giugno 2009 ore 05:49
se essere ignoranti comporta provare raccapriccio nel vedere torturare,seviziare e spellare vive delle adolescenti sono benfelice di esserlo...qui non stiamo parlando di violenza ma di aberrazione mentale, lascio a "lorsignori" il piacere di crogiolarsi in questa tollerante psicopatica cultura!
35. Mauro Giorgio, Martedì 23 Giugno 2009 ore 00:03
naturalmente da responsabile del blog accetto tutte le opinioni e tutte le critiche..una precisazione: non è detto che un film che mostra cose aberranti sia ipso facto aberrante (mi chiedo se lorsignori abbiano mai visto un film EPOCALE come Salò o le 120 giornate di Sodoma di un certo Pier Paolo Pasolini), capita che se un film voglia fare un discorso sul grado di aberrazione a cui può giungere la mente umana, certe aberrazioni le debba mettere in scena, rappresentare. Schindler's List di Spielberg mostra palesemente agghiaccianti aberrazioni (e non ci va neppure tanto per il sottile in molte sequenze, ricordate?), eppure diremmo che quello di Spielberg sia un film aberrante. Spero di aver chiarito il concetto.
in secondo luogo, e questo sinceramente mi fa arrabbiare molto e mi induce a prendere anche qualche provvedimento, d'ora in poi, non vedo perché invece di discutere e confrontarsi si debba passare all'offesa gratuita.
36. hannice, Giovedì 25 Giugno 2009 ore 19:52
le violenze più grandi della storia (due su tutte la santa inquisizione e l'olocausto) sono avvenute quando non c'erano film horror e videogiochi.
trovo ipocrita dare la colpa della violenza a certe cose, anzi, lo trovo un modo per tenersi la coscienza pulita.
a me il film è piaicuto proprio perchè al contrario di tanti film horror la violenza usata ha una ragione precisa e si annida non su un cittadino normale ma su una parte della comunità (sempre "normale")
ma tanto i malati siamo noi che guiardiamo queste cose e gli vogliamo dare un senso, mica chi si mette su un piedistallo chissà per quale motivo e divide il mondo in buoni e cattivi sulla base di chissà cosa
37. Antonio, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 12:06
Rimane comunque il fatto che l'orrore visto al cinema è sempre meno orrore di certe realtà. Che sia giusto o sbagliato riproporlo anche al cinema, personalmente nulla toglie e nulla aggiunge al nostro personalissimo modo di vedere o di vivere la realtà. Sinceramente ancora non l'ho visto, lo tengo nel cassetto, e senza alcun motivo apparente, ritardo nel vederlo. Sono altre le cose che mi fanno orrore. Mi fa orrore l'indifferenza di fronte a certi comportamenti, orrore la solitudine, orrore il silenzio, quando invece bisognerebbe gridare, mi fa orrore certa politica e certi politicanti, mi fa orrore il fatto stesso di conoscerlo come tale. Se nel cuore di ciascuno di noi, non trovasse nutrimento questo mostro, andrei al cinema tutte le sere a vedere del sano ORROR.
Un Saluto
38. Alessandro, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 13:25
personalmente, al di la' degli accorgimenti tecnici, le tematiche e tutto il resto che e' gia' stato detto.
HO trovato il film veramente disturbante. Per la prima volta dopo anni (qualcosa Seven aveva fatto ma veramente poco) ho visto un horror che alla base ha il principio di denuncia che caratterizzava il genere nei 70-80 pur prendendo distanza dalla realta' (penso a Romero).
Trovo triste catalogare questo film come torture-porn (e' un riduttivo) e ancor piu' triste l'avvicinarlo per scene e situazioni a un qualcosa di reale (se non per la tematica di fondo).
Emotivamente parlando ho provato la stessa rassegnazione e disperazione (il non aver alcuna uscita) che provai vedendo film che non hanno nulla a che vedere con il genere splatter horror...da la passione di Mel Gibson, passando per Shindler List e addirittura azzardo anche il recente the Wrestler (grandissima metafora del calvario) oppure mi sposto sulla commedia con tutta la seconda parte de LA vita e' bella o cercando nel passato quel Borghese piccolo piccolo di Alberto Sordi che dopo aver torturato e ucciso l'assassino di suo figlio diventa nulla.
Questo soprattutto per dire che al di la' della scelta stilistica o di genere (nei film sopracitati pochi hanno scene violente) il succo del film e' proprio da trovare nel messaggio.
39. Alessandro, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 13:47
leggendo altri commenti: le strade per comunicare un messaggio contro la violenza sono sempre due:
A- mostrarla, renderla estrema ed esaltarla fino a disturbare chi la guarda. Chi si trova spettatore davanti a un film del genere..non solo ne rimane sconvolto, ripudiando chiamiamolo "il male" ma ne vive anche il senso di colpa per averlo visionato fino in fondo.
B -Sminuirla con film dove l'eroe, lo spiderman di turno vince contro il cattivo, non lo uccide ecc...
Personalmente trovo che l'uomo si ponga piu' questioni morali davanti ad un film come il primo (A) che guardando il secondo (B)
Ultima cosa: Questo film gioca su un meccanismo molto profondo...vogliamo fare un paragone con la realta'????
faccio un discorso Grosso che il film nel suo piccolo cercava di dire (le due cose non sono confrontabili certo..ma aiuta a capire la differenza di chi vede e di chi guarda)
Ai tempi della questione Nucleare si o no per informarmi capitai su un blog (naturalmente contro) che senza perdersi in troppe parole pubblico' le foto dei figli di Cernobyl (foto che girano da anni e che avevo dimenticato).
LA cosa che mi colpi' non furono le deformita' quasi inverosimili, il disgusto o un senso di ribrezzo...bensi' lo sguardo di quei bambini, cosi' consapevoli, cosi' malinconico ma pieno d'amore nei confronti del genitore che li teneva vicini.
Provai rabbia, schifo per chi aveva fatto una cosa del genere e per chi ancora oggi la vuole ma...non era nulla a confronto della sensazione di toccare con le mani la vita, di capire che nonostante tutto chi non ha o non vede o non vuol vedere non capira' mai quanto sia importante ogni attimo di vita che ci viene regalato.
Guardando questo film (io ero partito con l'aspettativa di tutt'altro genere..pensavo a Seven o l'ennesimo Criminal Minds) un pochino si ha quella sensazione....e scusate se e' poco.
40. Alessandro, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 13:53
poi per chi ci vede solo violenza (nel bene e nel male) ed esce dal cinema dicendo: cazzo quanto sangue, che scene!!!!" i problemi sono due:
Il primo problema e' che NOn sa cosa e' un film Horror
Il secondo problema e' semplicemente suo e ce l'aveva gia' prima di entrare al cinema.
41. Alessandro, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 13:59
se si hanno valori forti non saltano certo per la visione di un film...
42. Mauro, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 18:44
Grazie per il tuo contributo Alessandro, che trovo interessante e soprattutto genuino.
43. Mauro Giorgio, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 18:47
il film è uno di quelli che se non altro stimola la discussione, e credo che l'horror oggi più che mai abbia bisogno di ritrovare le sue radici problematiche, di critica nei confronti del reale..poiché l'horror fine a se stesso non è mai grande horror.
44. Betta, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 18:55
secondo me in questo blog siete tutti un pò troppo incazzati
bel film!
45. Mauro Giorgio, Venerdì 26 Giugno 2009 ore 19:12
beh Betta..dai, non generalizziamo..si scaldano un po' gli animi quando ci si trova di fronte a pellicole estreme e il grado di sensibilità di ognuno ci fa reagire in maniera differente, con pensieri e considerazioni - vivaddio - differenti..ma ti assicuro che questo è ben lungi dall'essere un blog di incazzati.
46. paolo, Sabato 27 Giugno 2009 ore 20:38
consigliato da un amico mi avvicino con sano scetticismo al film (non sono un amante dell'horror),...lo vedo la sera .. in cuffia ...in francese con sottotitoli...ed entro in una spirale che toglie il fiato....sospendo la visione a 20 minuti dalla fine...sono sconvolto (senza sapere che il meglio/peggio deve ancora arrivare)....il giorno dopo non faccio che pensare a ciò che ho visto...la sera riprendo la visione...a fatica arrivo alla fine del film e la conclusione é che non ho visto un semplice film horror...ma ho vissuto una esperienza cinematografica disturbante ma necessaria...Un film che traccia un solco netto...dopo di me il diluvio...un Moloch ...un Testimone ( Martire) della efferatezza umana in nome della religione...della stupida ossessione del sapere cosa c'è nell'aldilà...Negli ultimi tempi solo due film si distinguono dall'omologazione e danno lustro alla settima arte:Martyrs e Inland Empire...saluti
47. Mauro Giorgio, Domenica 28 Giugno 2009 ore 00:01
..e grazie anche a te Paolo per la tua sentitissima...testimonianza! ;)
48. jacopo, Domenica 28 Giugno 2009 ore 18:54
mi farebbe paura persino conoscere il regista e a questo punto , dopo aver letto i commenti , anche incontrare josè.......
spero nessuno prenda spunto da questo film, anche se sono convinto che chi l'ha fatto abbia preso spunto da qualche fatto reale a noi sconosciuto.
MI VENGONO I BRIVIDI.
49. Angelo, Lunedì 29 Giugno 2009 ore 02:58
io il regista l'ho incotrato a roma per la presentazione del film... c'ho parlato ed è stato gentilissimo ... anche se la faccia un po da pazzo ce l'aveva...
cmq il Film è davvero bello ...
50. Alessandro, Lunedì 29 Giugno 2009 ore 09:11
Grazie per l'attenzione...dovevo intervenire (per nulla incazzato e se sembrato cosi' mi scuso).
L'unica cosa che mi da fastidio e' il sottovalutare l'ignoranza e la violenza reale dando colpe a opere creative che all'opposto ne sono una conseguenza in bene proprio perche' mettono davanti agli occhi un qualcosa che non va. E lo fanno senza mezze misure e come in questo film (da prendere ad esempio che magari si risveglia il genere) senza giochi estetici inutili ma finalizzati alla trama.
preciso che quando parlo di ignoranza non lo faccio nei confronti di chi non ha capito il film ma mi riferisco alla mia convinzione che sia proprio essa la causa di tutti i mali che affliggono la societa'.
Aggiungo solo una cosa dal punto di vista estetico/tecnico per rispondere a chi lo ritiene un film banale o scontato....
"Avessi avuto io per le mani un'idea, un soggetto di questa portata...NOn capita spesso....(invidia crepa!)"
51. Alessandro, Lunedì 29 Giugno 2009 ore 09:14
ho come l'impressione che io e te Mauro abbiamo gusti simili!
52. Mauro Giorgio, Lunedì 29 Giugno 2009 ore 15:51
credosperotemo di sì
53. paolo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 13:32
...e se Anna alla fine fosse una Nouvelle Joan d'Arc?...questo pensiero mi è balenato in mente rivedendo gli ultimi minuti di Martyrs ...osservando lo sguardo estatico nell'ultimo fotogramma del film...e lei che sente le voci...e il martirio subito...e perchè il regista è francese..ma qui non ci sono campane consolatorie (vedi lars von trier)..rimane il mistero di un imponderabile aldilà che lascia Anna Testimone (martire) con lo sguardo sospeso nel nulla o nell'estasi...
54. Mauro Giorgio, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 18:54
è una delle tante ipotesi a cui il film si apre, Paolo..
55. la corrazzata Potiomkin..., Venerdì 10 Luglio 2009 ore 18:00
...E' UNA CAGATA PAZZESCA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
56. Giusy, Sabato 11 Luglio 2009 ore 02:43
un film orribile... disgustoso e perverso.... solo pensare di inventare scene del genere mi da disgusto.... spellare delle adolescenti poi è stato il massimo!!! e perversi chi vede del buono in questo film!!
57. Mauro Giorgio, Domenica 12 Luglio 2009 ore 04:16
addirittura Giusy!?..dai, è un film..un minimo di distanza critica, orsù!
58. Mauro Giorgio, Martedì 14 Luglio 2009 ore 04:15
...si scrive Potemkin
ma sono convinto che qualcuno come il soprascritto preferirebbe fantozzianamente "Cotionkin".
59. Pascal Laugier, Mercoledì 15 Luglio 2009 ore 20:34
Je suis malade, je suis très malade.
60. Francesco, Martedì 28 Luglio 2009 ore 12:46
Ciao a tutti,
volevo esprimere la mia opinione.......
ci sono 3 categorie di persone che possono guardare questo film :
- il superficiale,l'uomo Vanzina,il malcapitato di turno che non si aspetta di vedere un film del genere a casa di amici, che guarderà solo l'aspetto horror, il sangue e la violenza....sparerà subito sentenze (negative o meno) definendo il fim violento, stupid,che si girano ad ogni scena cruenta o troppo violenta e che dice subito cambiamo film,blah blah,ecc.......quelli che non vorresti vicino a te mentre guardi un film del genere o più impegnativo insomma.
- l'appassionato, il critico, che guarderà il film sotto l'aspetto qualitativo :scenografia,sonoro,dialoghi,attori,interpretazione, ecc non soffermandosi però sull'aspetto psicologico del fim, messaggi,ec...
-il sensibile, che cerca di guardare il fim sotto l'aspetto umano.
Questa categoria riesce a capire il messaggio nascosto che si cela nel fim, riesce a capire quasi perfettamente quello che il regista voleva trasmettere (in questo caso l'aspetto di natura religiosa,simbolica).
Volevo solo dire alla 2 e 3 categoria che le persone appartenti alla prima (che subito sparano sentenze e si disgustano per la violenza del fim) sono la maggior parte delle volte le stesse che davanti alla vera violenza, quella vista in tv (guerre, strupri, uccisioni,ecc,massacri,eccidi) rimangono impassibili e a volte se ne escono anche con la frase :< hanno fatto proprio bene!>> ricordando per esempio quei due negozianti(padre-figlio) che hanno ucciso il ragazzo di colore prendendolo a bastonate e sprangate per un solo pacco di biscotti rubati. (un pacco di biscotti!!!!!!!).
Bene, se queste persone acquisissero un minimo di sensibilità per le cose che accadono nel mondo e vicino a noi, forse acquisirebbero un ottica diversa davanti a questi generi di film.....
La vera violenza la facciamo noi, attraverso il cinismo e l'insensibilità nei contronti dell'essere umano
(dalla mattina alla sera)
Un film come questo non è altro che la rappresentazione di quello che siamo, di quello che potremmo divenire per raggiungere uno scopo (religioso, politico) che sia.........
Riflettiamo, ragioniamo, scaviamo dentro di noi........solo cosi riusciremo a capire chi siamo veramente.
Ciao
61. Mauro Giorgio, Martedì 28 Luglio 2009 ore 15:52
sono d'accordo con te Francesco, in questo senso Martyrs è un film pe(n)sante.. è un film che colpisce duro come una scudisciata, e non tanto e non solo per la violenza manifestata, ma per il discorso che hai sottilmente evidenziato: la violenza più subdola - quella psicologica - che si cela dietro l'inganno ideologico, fideistico, e di qualsiasi altra forma di dogmatismo fondamentalista.
questo film ci costringe alla riflessione, che vi piaccia o no.
62. sto film non se può guardà, Martedì 4 Agosto 2009 ore 13:25
[img]http://www.missflickchick.com/images/martyrs.jpg[/img]
meglio coprisse l'occhi
63. mejo, Martedì 4 Agosto 2009 ore 13:28
coprisse l'occhi
<img src=http://www.missflickchick.com/images/martyrs.jpg
64. enrico, Sabato 15 Agosto 2009 ore 04:42
d'accordo con francesco.Ai vari fantozziani tardoni : guardatevi harry popper o nid for spiddd che vi gasate-
65. Violaky, Martedì 15 Settembre 2009 ore 17:38
Noioso, piatto, non mi ha coinvolto la trama, al di là degli effetti speciali notevoli ... Preferisco il nostro Dario Argento dei bei tempi andati. :-)
66. Marcello, Domenica 27 Settembre 2009 ore 04:45
Per me è un capolavoro il miglior film horror che abbia mai visto e sono un esperto del genere. Credo che si sia raggiunto il limite non penso si possa andare oltre. Impressiona e sciocca profondamente. Film per esperti non è assolutamente un film per gli stomaci deboli. Non tutti sono in grado di capirlo sopratutto gli amanti del genere teen horror. Andava vietato ai minori di 21 anni. In francia so che volevano vietarlo ai minori di 18 anni e non accadeva da 20 per un film horror. E' crudele le scene sono agghiaccianti. Saw è un film per bambini se lo confronto con questo.
67. Mauro Giorgio, Domenica 27 Settembre 2009 ore 15:01
Continua a far(vi) discutere il discusso film di Laugier..bene bene..
68. luca, Sabato 3 Ottobre 2009 ore 14:25
arrivo un po tardi ma secondo me sto file' devastante...mi ha disturbato come nessun altro film aveva mai fatto, e posseggo piu di 1000 dvd in casa e di film ne ho visti, ma questo mi ha inquietato moltissimo. un capolavoro.
69. luca, Sabato 3 Ottobre 2009 ore 14:26
+ ho scritto file, volevo scrivere FILM, scusate :-D
70. ANDREA, Domenica 8 Novembre 2009 ore 19:58
Da appassionato di film horror, ho trovato MARTYRS, finalmente, un film che rompe davvero gli schemi.
Filmicamente validissimo, drammaturgicamente ben costruito (l'unico dubbio, come qualcuno ha sottolineato: perchè lasciare una candidata martire con una orrida maschera sugli occhi, quell'organo così essenziale allo svolgimento della teoria del film? Vero è che la forma di martirio è volutamente squassante, con le grappe piantate nel cranio, ma la trama ne esce quantomeno danneggiata), la volontà di un gruppo di "vecchi" di capire cosa attende loro tra poco tempo mi attrae e mi inorridisce molto di più delle scene truculente. I vecchi, le società segrete di vecchi, il confronto necessario ed ineluttabile tra vita che finisce e desiderio di sapere se "di là" c'è veramente qualcosa, a tutti i costi, pur col sacrificio scientifico di giovani vite, ebbene quello è il vero orrore che rimane in mente. Non lo scuoiamento della disgraziata, non le percosse o la mera violenza. E' l'usare le vite giovani, da parte dei vecchi ,per poter perpetrare la propria esistenza (immaginate i pedofili e la loro attrazione perversa per la gioventù, una quasi ricerca di immortalità) o aver la sicurezza di una speranza che, altrimenti, non ha certezze ma solo dubbio mortale.
Un film notevole. Non mi impressiona il fatto che, come nel caso di SESSION 9, un film potente ed evocativo sia ovviamente europeo...
71. osteoporosi, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 13:43
session 9 europeo.....? ma quando mai ?!?
72. Luigi Coccia , Lunedì 7 Dicembre 2009 ore 01:58
Tratto dall'articolo di cinemio.it Non sopporto la serialità dei film horror, quel voler a tutti i costi prolungare una storia che termina spontaneamente con i titoli di coda e la testa ancora frastornata, con l’uscita dal cinema e gli occhi visibilmente sbarrati e con qualche incubo notturno ricorrente tra le coltri. Non mi va giù che si prendano in giro gli amanti della paura con basse ridefinizioni del genere (tanto più che noi assidui frequentatori del macabro abbiamo i nostri beniamini impressi indelebilmente nei nostri crani e non ci facciamo ingannare tanto facilmente). Che il cinema horror sia in autentica crisi lo dimostrano pellicole ininfluenti uscite negli ultimi tempi, dai vari Sanvalentinidisangue alle case infestate di Messaggeri ai Mainati; se con il primo Saw e con il primo Hostel si era intravisto un barlume di originalità nella ricca produzione di genere, barlume che si è spento ineluttabilmente, negli ultimi tempi è il cinema francese a solleticare la viscere di noi amanti del sano brivido saltapoltrona. Dopo l’interessante À l’intérieur diretto da Alexandre Bustillo e Julien Maury in cui una ritrovata Beatrice Dalle è vittima di una crudele vendetta, è Martyrs a sorreggere per un poco le impalcature dei nostri turbamenti. Presentato in anteprima al 61ª Festival di Cannes e proiettato al Festival Internazionale del Film di Roma, Martyrs è un film crudo, violento, angosciante, claustrofobico, di grande forza visiva, che torna sui sentieri che furono oggetto di Hellraiser (il supplizio, la morte e tutto quello che c’è oltre) ma virando nettamente verso una visione meno favolistico-fantastica e più reale dei confini che l’uomo cerca incessantemente di superare. La pellicola del 2008 di Pascal Laugier, già dietro la macchina da presa dell’onesto Saint Ange, ruota intorno a diverse figure femminili intrappolate in un torbido meccanismo di inspiegabile follia (la parte iniziale con il massacro di una famiglia) e di martirio (la seconda parte); è la storia di Lucie (un’inquietante ed indifesa Mylène Jampanoï), brutalizzata da piccola e segregata per anni ad opera di sconosciuti, che si presenta, anni dopo, armata di fucile alla porta di una tranquilla casa e compie una strage efferata, sterminando la famiglia che vi abita e togliendosi la vita. Lucie viene soccorsa inutilmente da Anna (Morjana Alaoui), sua amica, che occulta i cadaveri della famiglia e scopre un passaggio segreto nei sotterranei della casa. Sarà Anna la nuova vittima sacrificale di un gruppo di personaggi, indefiniti fino al sorprendente finale, che la martirizzeranno fisicamente allo scopo di ricavare il segreto dell’aldilà attraverso la trascendenza rivelata dal suo sguardo. Martyrs è un film che scava nelle radici del dolore, che racconta una storia di sofferenza e pone allo spettatore dubbi e domande sul bisogno che ha la nostra società di creare vittime sacrificali, di occultare le vite degli indifesi nei sotterranei della tranquillità domestica. Atto di denuncia contro il proliferare di congreghe e sette pseudo religiose, dove l’insanità mentale è comodo rifugio per la fede e i suoi atti inspiegabili, Martyrs gioca le sue carte migliori specialmente nella seconda parte, quando assistiamo impotenti alla martirizzazione di Anna, con un susseguirsi di provocazioni visive scandite dall’incessante e disturbante saliscendi della scala di ferro che porta alla stanza dove è rinchiusa ed incatenata Anna. Attraverso un ottimo uso della fotografia e la sobrietà delle inquadrature (che non risparmiano certo particolari macabri allo spettatore), il film di Laugier è una lieve boccata d’aria nel panorama torrido della produzione horror contemporanea. Lungi da diventare un blockbuster che si autoriproduce (per nostra fortuna), Martyrs può egregiamente entrare a far parte della lista dei film (del sottoscritto almeno) che mescola l’originalità di uno script non banale ed intrigante ad un certo gusto per il proibito mostrato senza revisione alcuna.
73. jeff, Venerdì 11 Dicembre 2009 ore 18:00
un film ke tiene lo spettatore in una situazione di stallo, l adrenalina nelle prime scene, mentre il disgusto viene accentuato verso la metà del film....lo trovo un film ke deve essere guardato, sopratutto x gli amanti dello splatter...
74. giuliano, Venerdì 11 Dicembre 2009 ore 18:06
io invece penso che jeff debba farsi gli affaracci suoi.
75. luisa, Venerdì 11 Dicembre 2009 ore 18:09
giuliano nn siamo qui a giocare....x piacere su....i bambini se ne vadino
76. giuliano, Venerdì 11 Dicembre 2009 ore 18:11
va ben..vago casa eora? cmq se dixe vadano, nn vadino
77. Marco Cappellari, Lunedì 28 Dicembre 2009 ore 12:01
Ho (ri)visto Martyrs ieri sera e vorrei spendere qualche riga in proposito.
Per prima cosa considero l'opera per intenditori\appassionati\gente col cervello acceso, in quanto il classico cinepanettonaro degli italici Vanzina&Co. dubito possa comprendere il profondo, ma palese alla fin fine, messaggio che l'Artista (il Regista) vuole darci.
Le tre parti di cui il film si compone sono amalgamate con maestria e furbizia, non lascia mai allo spettatore una telefonata che rovini il proseguire della visione, dove la prima parte come già detto da molti, è di stampo classico, ci fa attendere per una spasmodica e difficile ricerca degli aguzzini e relativa vendetta dopo una lenta ma perfetta caratterizzazione delle protagoniste, invece no, ci spara in faccia al tenue suono di un campanello di una normale domenica mattina e ci lascia senza fiato, boccheggiamo, serve ossigeno...
Abbiamo appena il tempo di riprenderci, che il regista ci taglia a metà con una realtà onirica che avevamo intuito e interiorizzato, il demone e il successivo scambio di testimone tra le due (ottime) attrici ancora una volta ci coglie impreparati, siamo a metà film e di strada da fare ce n'é ancora molta... qualche secondo di "climax", la tremenda scoperta del sotterraneo asettico, il risorgere nel tornare in superficie della prigioniera, la sofferenza della rinascita e bam! un'altra fucilata in faccia ci rimanda all'inferno ma, stiamo solo varcandone la soglia, non ci rendiamo conto (ma lo sappiamo benissimo però, ce lo aspettiamo) a cosa andremo incontro.
Sapevamo dalla locandina che "quella" ragazza sarebbe stata imprigionata, non abbiamo speranze, temiamo per il peggio... che arriva subito, con tanto di "spiegone" dei fanatici religiosi che fa molto retrò ma spazza via ogni speranza... (lasciate ogni speranza voi che entrate... -cit)
La metodicità dell'attuazione atta allo scopo della testimonianza, fredda, regolare, costante, senza sentimento, violenta e perpetua, la nostra martirizzazione insieme alla capace protagonista, ci (mi) fa stare male, pensi a come scappare, come toglierti la vita (ho pensato che se mi avessero lasciato senza catene mi sarei messo sotto la scala per farmi spezzare il collo...) e alla fine, nel momento peggiore come sostenibilità del film (imho), quando le dicono che è stata brava (pure una carezza mi pare di ricordare) e che le manca una sola prova, ti risolleva di quel qualcosa per poi buttarti con un calcio nell'inferno del dolore infinito, senza fine, il terrore di ogni essere vivente, dal quale non puoi scappare... sei devastato, psicologicamente, ogni tua speranza è stata annullata... devi arrenderti e, arriva il finale degno del resto del film, dove dare una qualsiasi "interpretazione" visiva dell'aldilà avrebbe mandato a gentil donne tutto l'eccellente lavoro del Regista.
Pure i titoli di coda mi hanno dato senso di vuoto e di mancanza di realizzazione, avremmo voluto tutti una vendetta, una morte (facile), invece quei filmati in 16mm ci lasciano con ancor più vuoto dentro... cosa avrebbe dovuto (non) fare Anna per non finire così.
Pazzesco, stupendo, un'ora dopo aver visto il film sei ancora lì col cervello che ravana e cerca dei perchè che non troverà mai...
Trovar difetti a questo film è come cercare il fantomatico ago nel pagliaio, significa soltanto che cerchi l' errore nell'opera d'arte perfetta perchè non credi sia possibile arrivare a tanto... per me, una piccola sbavatura è la scena del martello che cade (avrei cercato un altro modo, che ne so, finchè Lucie ammazzava la sua aguzzina, magari la stessa si schiantava sul mobile e così si scopriva l'antro dell'inferno).
Il vero male, che tutti noi abbiamo conosciuto coi libri di storia (nazismo, crociate, inquisizione, ecc...) e che purtroppo vediamo oggigiorno nei telegiornali nazionali, ci fa rendere contro intrisecamente che è la pura realtà, che è proprio così... chi si indigna per cotanta (velata a volte) violenza, pensi a quelli che per un parcheggio uccidono, per un vicino rumoroso fanno di tutto e di più... gli esempi sono infiniti. Meditate...
78. Mily, Martedì 19 Gennaio 2010 ore 02:55
Film buono, dalla parte tecnica...forse un po troppo forte per la "massa".
Ricco di significati e simboli, non è un film per tutti.
picccola nota [A QUESTO SERVONO I TRAILER RAGAZZI]