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Feb 10 9

Arrivano i Furfangs!

Pubblicato da Mauro Giorgio alle 15:58 in indihorror, la fiera delle atrocità


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Il link postato dal lettore Andrea Ricca qualche articolo fa è la dimostrazione di come è quanto un blog incentrato sull'horror, non soltanto cinematografico ma come categoria culturale lato sensu, possa essere veicolo di circolazione d'idee, di confronti e di proposte, uno degli obiettivi personali primari del contenitore che state leggendo.

Molto spesso articoli, critiche e analisi su film, libri e/o altri oggetti testuali possono apparire pleonastiche operazioni intellettualistiche benché rivestite di un certo interesse, almeno a livello informativo, ma offrire una segnalazione e ancor di più la proposta di un corto completo, e perdipiù realizzato da uno di voi lettori, mi sembra davvero il modo più concreto per intavolare un discorso sull'horror.

Ma bando alla retorica e vediamo nello specifico di che si tratta. Come accennato, il trentacinquenne Andrea Ricca, filmaker di una certa esperienza appassionato di grafica digitale e 3D animation, ha realizzato uno short della durata di 5 minuti intitolato The Furfangs.

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Sta scalando le chart in ogni parte del mondo, anche gli angoli più sperduti, vendendo sfracelli di dischi e facendo immancabilmente parlare di sé con le sue performance dal gusto smaccattamente glam senza risparmiarsi scivoloni nel kitsch più sfrenato, è lei, Lady Gaga, l'artista indiscussa del momento.

La signorina newyorchese nata a Manatthan da genitori palermitani (Stefani Joanne Angelina Germanotta il suo vero nome per esteso) non ha neppure una carriera discografica alle spalle, giovane com'è (24 anni), avendo raccolto una serie d'inediti e singoli del primo album facendone un collage nel doppio cd intitolato The Fame Monster, e tuttavia è la star più cercata e pagata sul mercato.

Lady Gaga è già consapevole che il successo è un oggetto talmente ondivago che va strutturato, organizzato e gestito nella maniera più professionale possibile, infatti miss Germanotta, ben lungi dall'essere quel fenomeno del momento sparato eteronimamente nel firmamento dello star system, è artista con idee. Ebbene sì.

Lady Gaga quando parla di (sua) arte non intende solo la musica ma ha piuttosto in mente il concetto di opera d'arte totale di wagneriana memoria. Con presunzione o meno, ha fondato la Haus of Gaga, una sorta di laboratorio artistico in cui gravitano musicisti, scenografi, coreografi, filmaker, stilisti, designer etc. etc., vero e proprio centro di sperimentazione ispirato alla Warhol Factory.

Proprio da questo luogo propulsore d'idee e marketing provengono i successi di Lady Gaga, singoli cantati e ballati in tutto l'emisfero come Love Game, Poker Face, Paparazzi e l'ultimo Bad Romance, il cui video riserva a noi horrorofili notevoli sorprese.

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Gen 1029

Kaspar Toporski: il nuovo film di Stefano Bessoni

Pubblicato da Mauro Giorgio alle 18:43 in nequiziario horror


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Si intitola Kaspar Toporski - Appunti di un filmaker immaginario il nuovo film di Stefano Bessoni che, dopo le fatiche di una (relativamente) grossa produzione (Imago mortis), torna alla beata indipendenza di una poetica più libera e più in sintonia con quelle esigenze di creatività che fanno di Bessoni un autore unico nel suo genere.

Nel suo accattivante blog Bessoni verga parole ricche di entusiasmo per il suo nuovo lavoro in cantiere, piuttosto che polemizzare con ritmi dell'industria cinematografica che non gli appartengono. Eppure, nonostante modi e tempi di lavorare poco suoi, Bessoni aveva mostrato con Imago mortis, che l' "estetica del compromesso" non gli aveva impedito di rivelare un'idea di cinema tutta sua, fatta di oggetti, dettagli, giochi di luce, cataloghi, nomenclature, riferimenti metacinematografici, tutto un armamentario alchimistico insinuato nelle intercapedini narrative di un impianto thriller.

Kaspar Toporski, come si legge anche in questa bellissima intervista rilasciata agli amici di Bizzarro Cinema, sarà decisamente e volutamente un inno alla libertà autoriale di un cinema autarchico che ha l'urgenza di raccontare quelle meraviglie dalle quali Bessoni rimane affascinato: non a caso, fin dai tempi di Frammenti di scienze inesatte, il suo è un cinema concepito come un gabinetto alchemico in grado di generare "spazi meravigliosi", quelle famose wunderkammer di tanto esoterismo secentesco. 

Molto interessanti le forze produttive coinvolte in questo progetto, oltre alla Film Commission Torino Piemonte: Interzone Visions, giovane casa di produzione romana con ascendenze dichiaratamente burroughsiane attenta a zone di intersezione tra cinema e linguaggi sperimentali tra arti visive, fotografia, teatro etc. e inoltre il Leonardo Cruciano Wokshop, il laboratorio di effettistica cinematografica e teatrale di Leonardo Cruciano.

Questa la storia: Kaspar è un giovane cineasta che aspetta ansiosamente delle risposte sulla realizzazione di un suo progetto cinematografico. Trascorre le giornate disegnando, scrivendo e inventando un suo mondo immaginario nel quale rifugiarsi fuggendo dal mondo reale e le sue delusioni. man mano che passa il tempo e i suoi progetti cinematografici sembrano non doversi realizzare, Kaspar impugna una macchina da presa e incomincia a filmare la lavorazione di un film che probabilmente non girerà mai, una sorta di taccuino esistenziale in cui annotare ogni progresso del suo progetto irrealizzabile, fino a perdersi totalmente in una dimensione irreale, quella del suo mondo fatto di burattini, conchiglie, mostruosità tassidermiche e dissezioni anatomiche.

E queste le parole di Bessoni: "Il film Kaspar Toporski - Appunti di un filmaker immaginario vuole essere una sorta di work in progress che possa essere ampliato ed arricchito anche in fasi successive e se necessario anche a distanza di tempo, per cogliere così le naturali trasformazioni che il tempo può determinare su idee, personaggi e struttura narrativa. Vorrei inoltre che non rimanga solamente qualcosa di destinato ad una diffusione strettamente cinematografica ma che possa essere anche eventualmente esteso ad uno sbocco espositivo, editoriale e web."

Gen 1028

Ci lascia Zelda Rubinstein

Pubblicato da Mauro Giorgio alle 15:45 in nequiziario horror


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Non è mai bello scrivere necrologi o - peggio ancora - coccodrilli "compensativi", però non si può non rendere omaggio con una piccola menzione, un sentito ricordo, a uno dei volti più indimenticabilmente simpatici del cinema horror.

Ieri infatti, su un letto d'ospedale di los Angels dov'era in cura ormai da qualche mese in seguito ad un infarto, ci ha lasciato Zelda Rubinstein, una delle caratteriste più singolari e inconfondibili non solo dell'horror ma di tutto il cinema, hollywoodiano e non.

Impossibile non ricordarla nel ruolo della vita, la medium Tangina Barrons che in Poltergeist è l'unica a capire cosa stia succedendo nell'abitazione della famiglia Freeling e ad aiutare i Freeling a recuperare la piccola Carol Anne vittima dei pericolosissimi fenomeni paranormali che si verificano a causa della violazione di un antico cimitero Indio. Tangina tornerà ad aiutare i Freeling anche negli altri due episodi della saga, Poltergeist II e Poltergeist III, quando le manifestazioni di poltergeist sembrano ormai aver preso di mira la sfortunata famiglia americana. 

Zelda Rubinstein era nata a Pittsburgh il 28 maggio del 1933, piccoletta e paffuttella, alta solamente 1 metro e 30 centimetri a causa di un problema nella ghiandola pituitaria anteriore, responsabile della produzione dell'ormone della crescita, arriva tardi al cinema dopo aver frequentato la California University e la Pittsburgh University. Notata da Steve Rash che la vuole in una piccola parte nel film Sotto l'arcobaleno dopo averla vista recitare nel Flinstones Comedy Show , giunge al suo incontro epocale con Steven Spielberg e Tobe Hooper per ricoprire il ruolo di Tangina Barrons.

Contemporaneamente alla saga di Poltergeist la Rubinstein partecipa a qualche film importante come Frances e soprattutto fa molta televisione, la ritroveremo molto piacevolmente in pellicole recenti quali Southland Tales e Behind the Mask - vita di un serial killer.

Ciao Zelda!

Gen 1027

House of Blood di Olaf Ittenbach in edicola

Pubblicato da Mauro Giorgio alle 12:01 in video-drome


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Difficile dire se un cineasta controverso e molto chiacchierato in ambito horror come Uwe Boll abbia fatto proseliti in patria, lui ormai così internazionale, e tantomeno risulta azzardato parlare di neue welle germanica per quanto riguarda la produzione horrorifica, mancano numeri, linee, prospettive per farlo, fatto sta che gente come Olaf Ittenbach e Heiko Fipper si sta dando molto d fare.

Al secondo, che pratica un cinema molto più casereccio e underground, e che per certi versi potrebbe ricordare il grande Buttgereit, dedicherò spazio quanto prima, invece il caso di Ittenbach, mi sembra già di un qualche attuale interesse. 

L'occasione è a portata di mano poiché si tratta dell'uscita in dvd del film House of Blood per la collana Splatter & Gore da parte di One Movie. Un dvd - diciamolo subito - non eccezionale da un punto di vista tecnico che presenta il film nel formato errato e senza possibilità di anamorfosi essendo un 4:3, di media qualità visiva.

La storia è abbastanza sgangherata per quanto divertente e con un lieve pizzico di originalità, elemento che fornisce già la cifra di un regista che si diverte sommamente con storie ad alto gradiente di assurdità.

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